Primo Turning Point!!

Per quanto negli ultimi due mesi abbia un po' trascurato la stesura della mia nuova storia, oggi sono finalmente arrivata al Primo Turning Point!
In genere non sono una che mentre scrive tiene d'occhio la struttura, ma il Primo Turning Point è impossibile da ignorare. È il primo vero 'punto di svolta', il momento in cui il vostro protagonista, secondo Chris Vogler, passa dal Mondo Ordinario al Mondo Straordinario.
Il Primo Turning Point è l'evento che fa cambiare la storia in modo imprevedibile, il momento in cui la posta in gioco si alza.
Nella mio nuovo romanzo il Primo Turning Point è il momento in cui la mia protagonista, Susan Bley, rimasta da poco cieca a causa di un incidente d'auto, scopre che sua figlia è stata rapita.
Abbastanza comprensibile che da questo momento in poi Susan debba mettere in gioco tutte le sue carte  e affrontare le paure più recondite per riuscire a salvarla...
E questo è un altro aspetto del Primo Turning Point. Se è davvero efficace, costringe il protagonista a guardare in faccia il suo 'problema vitale', quello che - se non affrontato - non può che condurlo alla  morte (non necessariamente fisica).

E nelle vostre storie...?
Qual è il vostro Primo Turning Point? Ne siete soddisfatti?


...E dov'è il fulmine che doveva colpirmi?

Ok. Doveva succedere ed è successo. È come la prima sbucciatura quando devi imparare ad andare in bicicletta o la prima volta che scopri che qualcuno che ami ti ha tradito.
Doloroso ma inevitabile.
L'inevitabile in questione è la prima recensione negativa (di un lettore) per il mio libro. Non è giusto e non è carino entrare nel merito, ma ora campeggia solitaria sulla mia pagina di Amazon.
Non dico che non mi abbia turbata, ma nei miei incubi peggiori credevo di non poter sopravvivere a un tale evento e invece sono qua, viva e vegeta.
Lo ammetto. Sono un essere umano, debole e perfettibile, così mi dispiace che non ci sia accanto, a bilanciare il conto, almeno una delle cose carine che alcuni lettori mi hanno detto o scritto. Ma doveva accadere ed è accaduto.
Ho persino trovato il coraggio di dirlo ad alta voce e citando a memoria (quindi forse non precisamente) una battuta del film "Segreti e bugie": «Ecco fatto. L'ho detto. E dov'è il fulmine che doveva colpirmi?!?»

           Giulia Beyman

Ancora sull'autopubblicazione...

Totno sull'argomento dell'autopubblicazione e comincio con un dato di fatto. In America sono sempre di più gli autori che hanno scelto  il 'fai da te', per ottenere royalties maggiori di quelle che riuscivano a strappare ai loro editori, e per gestire in prima persona il marketing dei loro libri. A dare un'ottima mano a chi scelga questa strada, c'è la grande novità dell'e-book e l'impegno a promuovere il self-publishing di un colosso come Amazon, o di altri come Barnes&Noble, Smashword ecc. (Chi volesse approfondire l'argomento e gradisse qualche suggerimento, deve assolutamente dare un'occhiata al blog di Jack Konrath - http://jakonrath.blogspot.com/)
Quindi - sorpresa! - autopubblicazione non come ripiego ma come scelta.
In Italia in realtà il self-publishing soffre ancora di un'aura da 'sfigati'. L'idea dell'ultima spiaggia. Un po' come avveniva in America qualche anno fa.
Ma... non mi prendete per pazza... Non è molto più elettrizzante esporsi in prima persona, darsi da fare, inventare, passare notti insonni e, sì, ricevere anche qualche delusione, per qualcosa che si ama tanto?
Insisto, non come ripiego, ma come scelta. Magari una scelta da incoscienti, ma pur sempre una scelta.
Qualcuno mi ha chiesto se ho consigli da dare a chi decide di affidarsi al self-publishing. (Non all'editoria a pagamento, che è tutt'altra cosa!)
Pochi e forse banali. Prima di tutto è fondamentale convincersi che per il 'fai da te' qualche sforzo in più bisogna farlo. È un investimento che potrebbe portare frutti, oppure no, ma che non va preso sottogamba. Se non scrivete già per professione (ho accettato la sfida del self-publishing dopo aver lavorato per dieci anni come giornalista, per tre anni per una minuscola casa editrice e per altri dieci come sceneggiatrice televisiva), impegnatevi seriamente nella scrittura, cercate critici che non siano i vostri familiari, leggete leggete leggete e... dopo averlo fatto 'decantare per almeno un mese', revisionate il vostro libro fino a non poterne più.
Dopo il contenuto, curate con la stessa attenzione anche la forma. Impegnatevi per una buona impaginazione e fate attenzione ai fastidiosi refusi che sanno di sciatto (se non vi intendete di impaginazione, fatevi aiutare). Sono convintissima infine che una buona copertina sia un'ottimo biglietto da visita (per lo meno a me fa questo effetto quando vado in libreria a fare nuovi acquisti). Per la mia, ho chiesto l'aiuto di un'amica e creativa come Isabella Leoni, e non avendola progettata io posso permettermi di dire che ne sono molto soddisfatta.
Senza improvvisare un lavoro che non è il vostro, prendete informazioni e fatevi aiutare da un professionista.
A questo punto non rimane che promuovere il vostro nome e il vostro libro (come dire, c'è ancora da scalare l'Everest...), ma questo merita sicuramente un capitolo a parte.
Per quanto mi riguarda, devo ringraziare Amazon.com per la pubblicazione dell'ebook e CreateSpace per quella del libro. Non ho investito soldi ma energie, e il peggio che può capitarmi è riuscire a farmi conoscere un po' in giro. Quindi... Se la scrittura è la vostra vita, e davvero non potete fare nessun altro lavoro sulla terra, tentate. Senza leggerezza o superficialità, ma fatelo.

Con l'augurio sincero di realizzare i vostri sogni
      Giulia Beyman

Sono tornata...

Torno. Dopo un paio di mesi di lontananza,  da questo blog e dal resto.
Io, che scrivo, ho pensato che il silenzio fosse meglio di tante parole. Ho voluto macerare i pensieri e non allontanare il peso dell'assenza, che ancora si fa sentire, e forte.
Ma per quanto poco conti nell'inafferabile equilibrio cosmico, ho ricominciato a scrivere. E così sono di nuovo qui.
Mi scuso per l'assenza e, per quelli che hanno avuto la pazienza di aspettare...
...BENTROVATI!

         Giulia Beyman