Il mio Natale

Lo confesso. Amo il Natale. Amo le decorazioni, le luci che illuminano case e strade, le candele che si accendono, i pacchetti sotto l'albero, il fuoco del camino, il profumo delle pietanze dei giorni di festa. Amo scegliere i regali per le persone a cui voglio bene e amo passare più tempo con loro.
Amo, in generale, il tempo della festa, per sua definizione un tempo diverso dalla quotidianità.
Immagino il Natale come tempo quieto per stare di più con chi ami, per leggere i tanti libri che continui a comprare senza avere abbastanza tempo per leggerli tutti, per vedere vecchi e nuovi film, fare lunghe tavolate con gli amici e stare al calduccio mentre fuori fa freddo.
Immagino il Natale con la mia famiglia e i miei gatti. Immagino il Natale con gioia, ma senza sperperi né sprechi.
Immagino il Natale come il momento giusto per fare buoni propositi e pensare a chi è meno fortunato.
Di buoni propositi, quest'anno, ne ho scelti due. Tutti e due importanti. Ma uno davvero speciale. E spero sinceramente di riuscire a realizzare entrambi. Con una punta di egoismo, forse. Perché mi sento meglio anch'io se so che anche qualcun altro sta bene.
Io, che vivo sempre fuori tempo, quest'anno sono stata puntuale. Né in anticipo, né in ritardo, come spesso è capitato in passato.
Come tradizione detta, per l'8 dicembre l'albero di Natale che ho decorato insieme a mio figlio era pronto. E anche questo blog, che è un po' una mia seconda casa, ora ha qualche lucina e qualche addobbo in più (lo so, forse è un po' kitsch, ma mi piace).
È un Natale ideale il mio. Forse quello che non esiste.
Lo so, nei prossimi giorni il mio entusiasmo sarà fiaccato dal traffico snervante, da interminabili file ai supermercati e dalla corsa per il regalo giusto, che non si trova mai. Ma so che comunque il fastidio (non quello per il consumismo sfrenato) passerà.
E tutto quello che può passare riesco ad accettarlo.
Mi lascerò un po' di tempo in più per le cose che reputo importanti. E costuirò una stella, per il mio albero, con il nome della persona che più mi manca.

Il mio “gatto ladro”

Oggi Zeno, il mio “gatto ladro”, ha portato in giardino una di quelle cuffie da doccia di plastica 'usa e getta'. E io non voglio neppure chiedermi come o dove l'abbia rubata.
Quello che è sicuro, è che non è mia.
Ci ho messo un po' per rendermi conto di questo suo 'vizietto'. All'inizio non mi spiegavo i piccoli pelouche, i nastri, i fermagli, le buste di plastica appallottolate che ogni tanto trovavo nel mio giardino... Poi una volta l'ho colto in flagrante mentre tentava il 'furto con destrezza' anche in casa ed ho capito.
Non fidatevi dell'aria sonnacchiosa che ha in questa foto (Zeno è il gattone rosso) perché quando nessuno se l'aspetta, è pronto a colpire.
Spero però che il mio caro Zeno continui a limitarsi a cose di poco conto e che un giorno io non debba spiegare a qualcuno come abbia fatto un oggetto di sua proprietà a finire nel mio giardino. Perché sono sicura che non crederebbe tanto facilmente alla mia spiegazione.
E voi, cari bambini che avete visto scomparire i vostri piccoli pelouche nel nulla, mi spiace tanto, ma purtroppo non so chi siete e non so come restituirvi i vostri giocattoli...
Con le mie scuse e quelle del 'gatto ladro' Zeno.

Lettori, amici virtuali e recensioni

L'ho già scritto in un mio vecchio post sul self-publishing. Provo per questo mio lavoro un entusiasmo quasi fanciullesco. Così, a dispetto delle regole non scritte del 'sano distacco' professionale, continuo a fare di tutto quello che succede nella mia vita di scrittrice una questione moooolto personale.
Così oggi vorrei approfittare di questo post per ringraziare i lettori senza volto che dopo aver letto i miei libri hanno dedicato un po' del loro tempo a scrivere la loro recensione su Amazon.
Le recensioni sono un ottimo strumento per i lettori ma - e ogni scrittore indipendente lo sa - aiutano anche i libri a farsi strada tra un'infinità di titoli e a conquistarsi qualche centimetro di visibilità.
Quelle poche righe, accompagnate da qualche stella (benedette stelle!), sono un gradito regalo per uno scrittore e uno stimolo per continuare a fare sempre meglio il proprio lavoro.
Per questo, oggi ne approfitto per ringraziare Girolama (cinque stelle!!, grazie), Danila, Lucia, Isa, Lisbeth, Paola, solo per fare qualche nome... Non ci conosciamo, ma adoooro le vostre recensioni.
E visto che ci sono, ringrazio anche chi ha lasciato commenti carini su questa pagina o su quella di Facebook (dopo un po' che non ho vostre notizie mi mancate!) e chi ha twittato dicendomi che adora Nora Cooper (Sara sto parlando di te!)...
È lavoro. E non dovrei farne una questione tanto personale. Ma si dà il caso che il mio lavoro sia 'molto personale' e che i miei libri non esisterebbero se qualcuno non li leggesse.
           Quindi... grazie! Il mio pensiero oggi è tutto per voi.

Qui ed ora!

Tutto quello che esiste veramente di noi è la vita che riusciamo a vivere e il ricordo che lasciamo. Non i nostri propositi, non i nostri desideri, i nostri soldi o le nostre ambizioni, non le cose che abbiamo accumulato, che i nostri figli dovranno regalare ai poveri quando non ci saremo più, non i sogni che non abbiamo avuto il coraggio di realizzare o le parole che non abbiamo detto... 
Resterà quel giorno che abbiamo portato i nostri bambini alle giostre anche se eravamo stanchi, oppure l'abbraccio che abbiamo dato loro quando si aspettavano uno schiaffo o una punizione. Quello che resterà di noi è qualche gesto, i sorrisi, o le lacrime, qualche parola di conforto, le cose che abbiamo fatto con passione, l'amore che abbiamo seminato o la nostra capacità di indignarci. 
Quello che davvero resterà, in fondo, è l'intensità della luce che riusciamo a tenere accesa dentro di noi e ad accendere negli altri. Perché quella luce continuerà a brillare anche quando non ci saremo più. 
Ho una nuova luce, dentro, che non è la mia. E non smetterò di ringraziare la persona che me l'ha donata.
Perciò smettiamola di macerarci nei buoni propositi o nei sensi di colpa, di perdere tempo a lamentarci sulla vita che non ci piace e che mai troviamo la forza di cambiare.
Qui ed ora, come insegnava anche il maestro di Kung-Fu a mio figlio
Perché quello che davvero conta è ora, e qui.

Matera e il Women's Fiction Festival

Va detta una cosa, prima di tutto. Il Women's Fiction Festival, un'iniziativa unica nel suo genere in Italia, creatura della spumeggiante Elizabeth Jennings e con lei di Mariateresa Cascino e di Maria Paola Romeo, ha la fortuna di svolgersi in una cornice suggestiva come la città di Matera.
Per chi non ci fosse mai stato, Matera è un posto affascinante, giovane e vivace, attento alla cultura e ricco di storia.

Matera di notte...










Il cortile dell'albergo Le Monacelle, dove si svolge il Women's Fiction Festival

Così dopo esserci stata due anni fa, con grande entusiasmo ho deciso di tornare al Women's Fiction Festival per la seconda volta. In cerca di informazioni, spunti, idee e nuove suggestioni per il mio lavoro.
È proprio al Women's Fiction Festival che per la prima volta due anni fa ho sentito parlare di editoria digitale, di self-publishing, del Kdp di Amazon e di un manipolo di scrittori americani che stavano abbandonando l'editoria tradizionale per pubblicare da soli il proprio lavoro. E mi sono così esaltata che al mio ritorno a Roma mi sono buttata a capofitto in questa nuova avventura. Avevo, da investire, il mio entusiasmo, le mie energie, la mia esperienza di anni di giornalismo e di sceneggiatura. E per quello che non sono sapevo, mi sono informata.
E ce l'ho fatta. Con un primo libro (“Prima di dire addio”) e poi con il secondo (“Luce dei miei occhi”). Tutti e due ora disponibili su Amazon.
Devo imparare ancora tante cose, lo so, e riuscire a trasformare la passione in un lavoro a tempo pieno (come dice Elizabeth Jennings, “anche gli scrittori hanno un mutuo e bollette da pagare...”). Così anche quest'anno sono tornata a Matera, avida di altre informazioni. Perché quello del Women's Fiction Festival è un ambiente internazionale, e se c'è un posto dove si può sapere cosa sta succedendo nel mondo in tema di editoria, ed editoria al femminile in particolare, è proprio Matera nei giorni del Women's Fiction Festival.
Non sono potuta rimanere per tutto il tempo che avevo progettato, ma ho avuto lo stesso modo di respirare la bella atmosfera che sempre si ritrova a Matera. Scrittrici che si scambiano idee e consigli, 'esperti' che danno informazioni utili, nuove amiche che condividono la stessa insana passione per la scrittura.
Christine Witthohn ci ha incoraggiate dicendo che «questo è un momento magnifico per essere uno scrittore. Ci sono stati molti cambiamenti e ce ne saranno molti altri. Gli scrittori, oggi, hanno occasioni impensabili in passato.» E Jane Corry ci ha parlato dell'importanza, per una scrittrice, di trovare la propria voce. Anselm Aston, di Attica Books, ha sottolineato che «la sfida oggi non è più riuscire a pubblicare un libro ma trovare i lettori che lo leggano... mettere in contatto un libro con i suoi lettori.» Mentre Elizabeth Jennings  ha sottolineato l'importanza di formare gruppi di scrittori anche in Italia, come da anni succede in America.
Non ho potuto ascoltare Beth Barany e i suoi consigli sui social media (ma mi sono rifatta con le sue dispense) e sono andata via troppo presto per seguire la conferenza sul nuovo ruolo degli agenti letterari e condividere l'esperienza da autrici indipendenti di Nina Bruhns, Mary Leo e Janet Wellington. Ma ho portato con me tante informazioni, un rinnovato entusiasmo, un'amica in più (Kim Golden, una simpaticissima scrittrice americana che vive in Svezia con la quale spero di continuare a scambiare informazioni ed esperienze) e nuovi propositi.Prendere questo lavoro sempre più sul serio, per esempio,  lavorando scrupolosamente all'organizzazione del mio tempo.
Perché tra marketing, grafica, editing, social media, non si può dimenticare che, prima di ogni altra cosa, bisogna scrivere, scrivere e ancora scrivere. Possibilmente un buon libro!

And the winner is...

Come promesso, eccoci arrivati alla proclamazione del vincitore di questo giveaway di settembre. Dopo aver inserito l'elenco di tutti i vostri nomi nel sito Random.org, il primo posto tra tutte le richieste di partecipazione pervenute è stato assegnato a... Immacolata Miele!!!!
Quindi, cara Immacolata, anche con messaggio privato fammi avere la tua mail. Avrò bisogno del tuo indirizzo per spedirti la copia di “Luce dei miei occhi” che hai vinto.
Grazie a tutti di aver partecipato!!! È stata un'ottima occasione per conoscerci e spero che rimarrete in contatto per altre iniziative future.
   
                 Giulia Beyman

Book Giveaway - “Luce dei miei occhi”

Contenta che questa iniziativa del giveaway vi sia piaciuta. Per chi ancora volesse provare a vincere una copia di “Luce dei miei occhi”, c'è tempo fino a domani sera per cliccare MI PIACE sulla mia Pagina Fb e lasciare un commento sulla propria volontà di partecipare.
Lunedì la proclamazione del vincitore o della vincitrice!
           Vi auguro un buon week-end.

Propositi per il nuovo anno scolastico

Da qualche parte l'ho già detto. È settembre il mio vero Capodanno. Forse lo è un po' per tutte le mamme. Perché, con il nuovo inizio dell'anno scolastico, ricominciano le alzatacce, il servizio taxi 'no-limits' per i nostri pargoli, e ricominciano le discussioni per i compiti, le attività sportive e qualche volta musicali, le visite degli amichetti, le riunioni scolastiche e le serate che sei così sfinita che non vedi l'ora di andare a letto.
E in quelle poche ore che passano tra l'ingresso di scuola alle otto e l'uscita alle due, la 'mamma lavoratrice tipo' deve aver pensato alle pulizie domestiche, alla spesa, al bucato e ai panni da stirare, al pranzo e alla cena, ai lavori di segreteria familiare,  a commissioni varie per tutta la famiglia e... ah, già, ci sarebbe anche il lavoro!
È straordinario come trovare tempo per il lavoro sia una specie di vincita al 'gratta e vinci' per le working moms, soprattutto per quelle che hanno la fortuna di lavorare a casa.
Così, con una determinazione che non ho mai avuto, tra i miei primi propositi di quest'anno c'è quello di delegare. Qualche piccola cosa, almeno. Altrimenti mi occorrerebbero ore di milioni di minuti per fare quello che devo prima del suono della campanella.
Dopo essermi arrampicata sugli specchi pur di riuscire a non delegare (ma non mi pento, ho vissuto intensamente accanto a mio figlio anni di crescita che non torneranno più), quest'anno ho deciso che non mi sentirò una moglie e una madre snaturata solo perché ho bisogno di un po' più di tempo per me e per il mio lavoro.
So che dovrò fare sforzi infiniti per non sentirmi egoista, ma attaccherò un cartello enorme sulla porta del mio studio con scritto OFF LIMITS, per far capire che se fisso il monitor acceso del computer non è solo per perdere un po' di tempo in attesa che qualcuno mi chieda dove sono i pantaloncini da calcio o abbia bisogno di me. Mi organizzerò il meglio che posso, dedicando le ore della mattina, quando la casa è più vuota, alla scrittura e quelle serali, quando gli altri dormono, ai social network e al mio blog.
E per sapere quanto oltre mi sono spinta in questa visione futurista (conoscendomi bene potreste capire fino a che punto!) avrei pensato di infilarci dentro anche qualche lezione di yoga e un venerdì al mese per riunioni a tema con le amiche più strette (grazie Sonia per questa idea!)
Già solo a rileggerli, mi sembrano propositi titanici...
Forse non riuscirò in tutto, ma sarebbe un buon inizio. Non credete?
Prima di tutto, però, dovrò imparare a scacciare via i sensi di colpa, sforzandomi di non essere delusa di me stessa per aver capito di non poter essere la wonder woman che forse solo io immaginavo.

Book Giveaway!!!

Breve post-memo solo per ricordarvi che avete tempo fino al 23 settembre per partecipare al Book Giveaway e vincere una copia del mio libro  “Luce dei miei occhi”.
Il 24 settembre tra tutti coloro che avranno espresso sulla mia Pagina Facebook la loro volontà di partecipare (i MI PIACE sono graditi!) sarà estratto a sorte, tramite il sito Random.org, un nominativo e il vincitore riceverà il libro a casa.
Dai commenti già arrivati vedo che questa iniziativa vi piace, quindi continuo ad aspettarvi numerosi.
    Buona vita! 

Quello che le case raccontano

Ogni casa racchiude vite, profumi, rumori di passi, momenti d'ira e d'amore. È per questo che è tanto difficile separarsene, anche quando si sa che è arrivato il momento di farlo.
In quella di mia madre erano racchiusi un'infinità di ricordi. Ricordi che riguardano lei, con i suoi momenti sì e quelli no. Ricordi che riguardano i suoi solitari con la sigaretta accesa, i pranzi domenicali della nostra sgangherata famiglia, il mio ritorno all'ovile nei momenti di crisi, l'arrivo dei nostri bambini, il mio e quello di mia sorella, e il travestirsi da Babbo Natale di mia madre per farli felici.
Ho un'infinità di immagini legate alla piccola casa che era di mia madre, alcune più felici, altre meno. E il separarmi da quegli spazi è stato doloroso perché è stata una nuova, lampante, prova che quel pezzo di vita è finito. Ho portato via con me i ricordi, ma mi rimane addosso la sensazione che tra quelle mura siano rimaste le nostre voci, e i nostri umori, i pranzi sempre troppo abbondanti che mia madre preparava per noi, i suoi giorni di solitudine, e le telefonate all'alba...
Sono importanti le case, anche se bisogna imparare a lasciarle andare via.
È per questo legame indissolubile con chi le ha abitate che amo tanto le case e che tutte le case mi affascinano e incuriosiscono. Ed è per questo che quando ho dovuto scegliere un lavoro per la protagonista delle mie storie ho pensato che fosse un'agente immobiliare. Volevo continuare a vedere case e vite attraverso i suoi occhi.
Ma tra tutte le case quella di mia madre aveva un significato davvero speciale. Così ho scattato foto tra le pareti ormai vuote e fuori, sul panorama che si vedeva dalle finestre, prima di lasciarla, quest'estate. E ho portato con me una valigia di ricordi.

“Luce dei miei occhi” - Book giveaway!!!

E come promesso, si comincia con le novità settembrine. Per alleviare il tramautico ritorno alle incombenze quotidiane e alla solita routine, dopo vacanze che sono sempre troppo brevi, ho deciso di organizzare un bel 'giveaway' del mio ultimo libro “Luce dei miei occhi”.
Se volete avere qualche informazione sul romanzo, potete dare un'occhiata alla vetrina di Amazon. Per provare a riceverlo GRATIS dovete invece lasciare un commento o semplicemente dichiarare la vostra volontà di partecipare al 'giveaway' sulla mia Pagina Facebook. (Se ancora non l'avete fatto, un bel MI PIACE, per ricevere gli aggiornamenti della pagina, è gradito!)
Il 24 settembre, tra tutti i partecipanti sarà estratto a sorte un nome tramite il sito Random.org. Subito dopo sarà mia cura contattare il vincitore o la vincitrice per chiedere l'indirizzo a cui inviare la copia cartacea del libro.
Quindi... Cos'altro dire? Partecipate! Partecipate! Partecipate!

Io, le mie vacanze e l'importanza dei voli Low-Cost

Sono stata un po' assente da questo blog, lo so. E presto (ho già in mente una nuova iniziativa!) troverò il modo di farmi perdonare.
Preciso. Non sono state lunghe e rilassanti vacanze a tenermi lontana dai miei post, ma soprattutto (fuor di metafora) i miei faticosi ma poco efficaci tentativi di spargere magicamente un po' d'ordine intorno a me, ripulendo, riaggiustando, spostando, sostituendo, rinnovando... Tutto quello che durante l'anno non riesco a fare, per una cronica mancanza di tempo.
Comunque, nonostante i miei tour de force, qualche giorno di vacanza sono riuscita a concedermelo anch'io. A Favignana prima (ho pubblicato qualche settimana fa un paio di foto), e poi ad Alonissos, in Grecia.
Potrei raccontarvi del mare, dei paesaggi, del dolce non far niente... Ma visto che ci sono tanti blog dedicati ai viaggi che possono farlo meglio di me, mi dilungherò invece sulla mia significativa esperienza con i bagagli. (Sì, proprio con i bagagli!)
Premessa. Dopo qualche anno che non lo facevo, sono tornata a volare. Pensavo che la paura degli aerei mi avrebbe fatto impazzire, ma me la sono cavata bene. E ho anche imparato ad organizzare i miei viaggi da sola, su internet. Ed è così che mi sono imbattuta nel 'problema bagaglio'.
Già. Perché ho scoperto che nelle compagnie low cost il peso e la misura delle valigie è tutto tranne che un problema secondario. E allora, dopo un primo momento di smarrimento e di fastidio (che diavolo vogliono questi?, mi sono chiesta seccata), il proposito di rispettare le indicazioni per il bagaglio a mano e di limitarmi solo a quello è diventato il mio ostinato proposito per le vacanze.
Io, che ero abituata a distribuire sul letto tutto quello che 'avrebbe potuto servire' a me, a mio marito e a mio figlio, e a scegliere poi le valigie giuste, ho cominciato ad alambiccarmi su cosa potesse mai entrarci in quei tre minuscoli trolley comprati per l'occasione.
Ma dopo un paio di goffi tentativi di realizzare l'irrealizzabile sogno di Mary Poppins, con mia somma sorpresa ho scoperto che in quelle valigie formato mignon l'indispensabile c'entrava tutto. Senza grossi sacrifici e senza rinunce. Bastava solo pianificare un po'...
C'è da dire che la mia idea di vacanza non è fare sfoggio di guardaroba e che evito accuratamente e comunque le occasioni mondane, quindi il vero e forse unico problema sono state pinne e maschera (con boccaglio) di mio figlio, e la canna da pesca che voleva portare a tutti i costi. Ma ho risolto anche questo. E ora, a esperienza conclusa, mi sento soddisfatta del mio apparentemente folle proposito di limitarmi al bagaglio a mano.
I vari spostamenti, ognuno con il suo trolley, sono stati molto più semplici e sicuramente meno faticosi. Durante la vacanza non mi sono scervellata sul cosa mettermi, visto che avevo già studiato gli abbinamenti più pratici prima della partenza. E poi ho scelto con cura gli acquisti da fare, senza accumulare inutili souvenir che avrebbero contraddetto il mio proposito di 'decluttering'.
Ancora una volta mi sono confermata che SEMPLIFICARE è la mia nuova parola guida. Viaggiare più leggera (questa volta sì, in cuor di metafora) mi fa sentire meglio, mi permette di scegliere e di non dedicare troppe energie a cose che non sono per me così importanti, a scapito di quelle che lo sono.
E allora, alla fine, mi tocca anche ringraziare la detestabile abitudine delle compagnie low cost di mettere il naso nei nostri bagagli!

“Luce dei miei occhi”. Ora anche il libro

Per chi ancora non si è convertito al digitale o, semplicemente, preferisce il buon profumo della carta stampata, “Luce dei miei occhi” è ora disponibilie anche in versione cartacea su tutte le piattaforme di Amazon!!!! Per vedere di cosa si tratta potete dare un'occhiata su Amazon.it. Se invece volete solo un 'assaggio' del libro per capire se è ciò che stavate cercando, leggete qualche capitolo su Scribd .

L'importanza delle storie

Sono Alice nel paese delle Meraviglie, sono Gianburrasca, sono Pisolo, Brontolo e Cucciolo, sono lo Specchio Magico, sono il Grillo Parlante e la Bella Addormentata. Sono Pinocchio, gli Aristogatti e Nancy Drew. Sono il Piccolo Principe e Jolanda la figlia del Corsaro Nero. Sono Eva Luna, Penelope e Miss Marple. Sono Ida Ramundo ed Elizabeth Bennet. Sono Bridget Jones e la signora Dalloway.
Sono parte di tutto quello quello che ho letto, senza distinzioni, e sono convinta che oggi più che mai ci sia tanto bisogno di sognare e di immaginare.
Non per dimenticare la realtà, ma per credere che possa essere migliore di quello che è. E per impegnarsi perché ciò accada.
Anatole France diceva che Per compiere grandi passi, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo pianificare, ma anche credere.
E le storie aiutano a sognare. E ad essere migliori.
Ecco. Io la penso così. 

“Luce dei miei occhi”. Giusto un assaggio.

Non vorrei essere un po' grossolana con il paragone, ma sono quel tipo di persona a cui piace sapere cosa sta comprando. Apprezzo quando al supermercato mi propongono di assaggiare prodotti in promozione che non conosco, o quando in profumeria mi offrono campioncini di creme che sulla carta promettono miracoli e che costano come un week-end al mare. Non mi capacito quando pubblicizzano saldi con capi di abbigliamento che non puoi assolutamente provare. Che me ne farò mai di un abitino che è l'affare della mia vita se non posso indossarlo perché non ci entro dentro o, al contrario, perché potremmo entrarci in due?
È per questo che ho pensato di proporvi un assaggio dei primi capitoli di “Luce dei miei occhi” (non ancora in edizione cartacea, ma da pochi giorni su Amazon in versione ebook). Tanto per vedere di cosa si tratta.
Se deciderete che non è quello che stavate cercando, non mi offenderò. Ma se sceglierete di comprarlo perché è il tipo di lettura che desiderate fare in questo momento della vostra vita, ne sarò felice.
Tanto per essere coerente con le mie idee.

“Luce dei miei occhi” in versione ebook!!!

Finalmente ci siamo. E per ingenua che io possa apparire, la prima cosa che mi viene in mente è che ogni libro che arriva alla parola 'fine' ancora mi emoziona. Come mi emoziona che qualcuno lo compri, che ne trovi piacevole la lettura, che mi chieda informazioni o mi dia consigli.
Approfitterò dei prossimi post per parlare con voi della storia, delle due co-protagoniste e del tema dell'aldilà che torna. Adesso, con un fiocco rosa ideale sul blog, e con l'orgoglio irrazionale di ogni neo-mamma annuncio la nuova nascita.
Ho impilato una colonna più alta di me di panni da stirare e ho trascurato qualche impegno domestico per riannodare tutti i fili del racconto. Ma recupererò, grazie al grande dono dell'ubiquità di cui madre natura dota tutte le donne.
Mentre l'ebook è già su tutti gli store di Amazon, compreso Amazon. it (http://www.amazon.it/Luce-dei-miei-occhi-ebook/dp/B007S7LWMI/ ), nei prossimi giorni mi concentrerò sulla versione paperback. E poi comincerò a pensare a una nuova storia. Per quanto poco sia, è quello che ho scelto di fare per vivere.

“Scrivere“ secondo Marguerite Duras

Queste parole, che Marguerite Duras ha scritto nel suo libro “Scrivere”, mi sono tornate in mente all'improvviso e così le ho ricercate nel quadernino dove le avevo appuntate qualche anno fa. Spero che anche a voi faccia piacere condividerle con me.

Rende selvatici la scrittura - scrive la Duras - Si torna a una selvatichezza di prima della vita. E la si riconosce subito, è quella delle foreste, quella antica come il tempo. Quella della paura di tutto, distinta e inseparabile dalla vita. Ci si accanisce. Non si può scrivere senza l'energia del corpo. Bisogna essere più forti di se stessi per affrontare la scrittura, bisogna essere più forti di ciò che si scrive.

E poi:
È curioso uno scrittore. È una contraddizione e anche un nonsenso. Scrivere è anche non parlare. È tacere, è urlare senza rumore. È riposante uno scrittore, ascolta di continuo. Non parla molto perché è impossibile parlare a qualcuno di un libro che si è scritto e soprattutto di un libro che si sta scrivendo.

Le trovo bellissime. E voi? Qual è la vostra esperienza della scrittura?

New book cover!

Lo ammetto. Sono emozionata e soddisfatta per questa nuova copertina che ha appena visto la luce.
Mi piace la scelta dell'immagine, mi piacciono i colori. E trovo corrispondenze importanti con quello che sarà il contenuto del mio nuovo libro, che ancora una volta avrà per protagonista Nora Cooper e il suo insolito dono di comunicare con l'aldilà (entro il mese prossimo sarà disponibile in ebook e poi anche in formato cartaceo).
Per tutto questo ancora una volta non posso non ringraziare Isabella Leoni, amica da sempre e instancabile creativa, che ha ideato e progettato questa splendida copertina. 
Grazie, Isa! Come sempre hai fatto un ottimo lavoro.

Good morning, Vietnam!

Aggiornamenti dal fronte. In piena seconda stesura del nuovo libro, scopro ancora qualche filo vagante. Sono insoddisfatta della chiusura di alcuni capitoli.  Ripenso emozioni alle quali ho trovato nuove sfumature. Immagino nuovi sviluppi.
Passo ore e ore al computer. Almeno fino a che le necessità familiari non mi richiamano all'ordine. E mi sveglio di notte con il pensiero di qualcosa che potrei aggiungere o togliere.
Ma amo la mia nuova storia e sono contenta che Nora Cooper mi abbia fatto ancora compagnia.
E poi ho un titolo che mi piace e una bellissima copertina (di cui ho appena visto le bozze) quasi pronta.
E ho già la dedica. Il motivo più importante per cui sono contenta di aver quasi concluso questo secondo libro. Sarà per mia madre, per le cose importantissime che mi ha dato e per le promesse che ci siamo fatte e che non abbiamo avuto il tempo di mantenere.

Segni e sogni


Scrivo e ripeto spesso che il caso non esiste e che tutto succede per un motivo. «Conosco troppo bene il potere dei segni e dei sogni», dice la mia protagonista, Nora Cooper.
E poi, mentre sono impegnata nella revisione della mia nuova storia, in cui parlo di Natale, e di Martha's Vineyard sotto la neve, tutto si imbianca fuori dalle mie finestre.
Erano anni che a Roma non c'era una nevicata così e invece di disperarmi per le strade bloccate, le scuole chiuse, gli appuntamenti mancati, ho deciso di godermi questo nuovo segno. In attesa di comprenderne il significato.

Il suono dolce della parola FINE

Con un po' di affanno e con il fiato sospeso, con la paura che i conti non tornassero e che qualche filo dispettoso della trama si sciogliesse all'improvviso, ho scritto finalmente la parola 'fine' al mio nuovo romanzo!!!
A presto per aggiornamenti e dettagli.

Decluttering!

L'avevo promesso, tra i propositi di inizio anno. Semplificare sarebbe stata una delle parole chiave del mio 2012. Non un'ambizione monastica (non sono ancora pronta!), ma il desiderio di scegliere, e di distinguere più chiaramente, nell'assenza di caos, le cose per me veramente importanti.
E l'operazione di 'decluttering', in casa mia, è effettivamente cominciata. Primi timidi passi, (accidenti al tempo che non basta mai!!) che però mi danno un gran piacere.
Le prime ad andare via sono state le cianfrusaglie che intasano tutte le cucine, tanto più una piccola come la mia . Via i mezzi servizi di posate, gli apri-bottiglia quintupli, l'arnese che non ricordi nemmeno più a cosa serve, i biccheri sfusi, il tagliatorrone (con cui il torrone non ce lo tagli mai)...
Fai ordine, e intanto scegli.
Anche se è rimasta figlia unica di un vecchio servizio, tieni la tazza con cui hai sempre fatto colazione, o il pestello in legno che è in famiglia da quando eri piccola. Poi scegli le posate e i piatti di cui sai avrai bisogno. Il resto, via!!! Senza incertezze e senza rimpianti. Meglio ancora se regalato a qualcuno che ne ha bisogno.
Il secondo passo nella mia acerba operazione di decluttering è stato il cassetto della bigiotteria. Chi l'ha detto che quella collana che non uso da anni prima o poi la metterò? E quella spilla? Io non ho mai amato le spille. E non uso quasi mai nemmeno gli orecchini.
E allora, via bracciali, collane, orecchini o altro che so di non usare! Via senza incertezze. E via i maglioni che penso che forse l'anno prossimo metterò di nuovo ma che continuo a non mettere. Il 'non buttiamolo perché non si sa mai' ha generato il caos a casa mia. E in complicate operazioni di pulizia ritrovo cose che nemmeno sapevo più di avere.
La nuova regola è: poco e - possibilmente - meglio. Basta con l''usa e getta' e il 'tanto costa poco'.
L'ho detto. Sono solo agli inizi e continuerò. Perché mi piacciono tanto le due domande che devo sempre pormi prima all'inizio di ogni decisiva operazione di decluttering (alla quale, su suggerimento del blog Naturalmente felice, ho riservato un giorno fisso a settimana): A cosa tengo veramente? E a cosa posso rinunciare senza alcun rimpianto?