Good morning, Vietnam!

Aggiornamenti dal fronte. In piena seconda stesura del nuovo libro, scopro ancora qualche filo vagante. Sono insoddisfatta della chiusura di alcuni capitoli.  Ripenso emozioni alle quali ho trovato nuove sfumature. Immagino nuovi sviluppi.
Passo ore e ore al computer. Almeno fino a che le necessità familiari non mi richiamano all'ordine. E mi sveglio di notte con il pensiero di qualcosa che potrei aggiungere o togliere.
Ma amo la mia nuova storia e sono contenta che Nora Cooper mi abbia fatto ancora compagnia.
E poi ho un titolo che mi piace e una bellissima copertina (di cui ho appena visto le bozze) quasi pronta.
E ho già la dedica. Il motivo più importante per cui sono contenta di aver quasi concluso questo secondo libro. Sarà per mia madre, per le cose importantissime che mi ha dato e per le promesse che ci siamo fatte e che non abbiamo avuto il tempo di mantenere.

Segni e sogni


Scrivo e ripeto spesso che il caso non esiste e che tutto succede per un motivo. «Conosco troppo bene il potere dei segni e dei sogni», dice la mia protagonista, Nora Cooper.
E poi, mentre sono impegnata nella revisione della mia nuova storia, in cui parlo di Natale, e di Martha's Vineyard sotto la neve, tutto si imbianca fuori dalle mie finestre.
Erano anni che a Roma non c'era una nevicata così e invece di disperarmi per le strade bloccate, le scuole chiuse, gli appuntamenti mancati, ho deciso di godermi questo nuovo segno. In attesa di comprenderne il significato.