“Luce dei miei occhi”. Giusto un assaggio.

Non vorrei essere un po' grossolana con il paragone, ma sono quel tipo di persona a cui piace sapere cosa sta comprando. Apprezzo quando al supermercato mi propongono di assaggiare prodotti in promozione che non conosco, o quando in profumeria mi offrono campioncini di creme che sulla carta promettono miracoli e che costano come un week-end al mare. Non mi capacito quando pubblicizzano saldi con capi di abbigliamento che non puoi assolutamente provare. Che me ne farò mai di un abitino che è l'affare della mia vita se non posso indossarlo perché non ci entro dentro o, al contrario, perché potremmo entrarci in due?
È per questo che ho pensato di proporvi un assaggio dei primi capitoli di “Luce dei miei occhi” (non ancora in edizione cartacea, ma da pochi giorni su Amazon in versione ebook). Tanto per vedere di cosa si tratta.
Se deciderete che non è quello che stavate cercando, non mi offenderò. Ma se sceglierete di comprarlo perché è il tipo di lettura che desiderate fare in questo momento della vostra vita, ne sarò felice.
Tanto per essere coerente con le mie idee.

“Luce dei miei occhi” in versione ebook!!!

Finalmente ci siamo. E per ingenua che io possa apparire, la prima cosa che mi viene in mente è che ogni libro che arriva alla parola 'fine' ancora mi emoziona. Come mi emoziona che qualcuno lo compri, che ne trovi piacevole la lettura, che mi chieda informazioni o mi dia consigli.
Approfitterò dei prossimi post per parlare con voi della storia, delle due co-protagoniste e del tema dell'aldilà che torna. Adesso, con un fiocco rosa ideale sul blog, e con l'orgoglio irrazionale di ogni neo-mamma annuncio la nuova nascita.
Ho impilato una colonna più alta di me di panni da stirare e ho trascurato qualche impegno domestico per riannodare tutti i fili del racconto. Ma recupererò, grazie al grande dono dell'ubiquità di cui madre natura dota tutte le donne.
Mentre l'ebook è già su tutti gli store di Amazon, compreso Amazon. it (http://www.amazon.it/Luce-dei-miei-occhi-ebook/dp/B007S7LWMI/ ), nei prossimi giorni mi concentrerò sulla versione paperback. E poi comincerò a pensare a una nuova storia. Per quanto poco sia, è quello che ho scelto di fare per vivere.

“Scrivere“ secondo Marguerite Duras

Queste parole, che Marguerite Duras ha scritto nel suo libro “Scrivere”, mi sono tornate in mente all'improvviso e così le ho ricercate nel quadernino dove le avevo appuntate qualche anno fa. Spero che anche a voi faccia piacere condividerle con me.

Rende selvatici la scrittura - scrive la Duras - Si torna a una selvatichezza di prima della vita. E la si riconosce subito, è quella delle foreste, quella antica come il tempo. Quella della paura di tutto, distinta e inseparabile dalla vita. Ci si accanisce. Non si può scrivere senza l'energia del corpo. Bisogna essere più forti di se stessi per affrontare la scrittura, bisogna essere più forti di ciò che si scrive.

E poi:
È curioso uno scrittore. È una contraddizione e anche un nonsenso. Scrivere è anche non parlare. È tacere, è urlare senza rumore. È riposante uno scrittore, ascolta di continuo. Non parla molto perché è impossibile parlare a qualcuno di un libro che si è scritto e soprattutto di un libro che si sta scrivendo.

Le trovo bellissime. E voi? Qual è la vostra esperienza della scrittura?