Words in the Dark. E finalmente ci siamo!

E finalmente ci siamo. Words in the Dark, la traduzione in inglese di Prima di dire addio, è online su Amazon.com e su tutti gli store di Amazon. E per festeggiare, la versione italiana del libro sarà in offerta per tutta la settimana a prezzo scontato!
Sono contenta, emozionata, e forse sento anche tutta la responsabilità di questo passo in avanti del mio lavoro di scrittrice.
Ma mentre cerco di dipanare sensazioni ed emozioni e rifletto su come poter accompagnare al meglio questo 'nuovo nato' nel suo viaggio in rete, ne approfitto per qualche ringraziamento a cui tengo.
Non siamo isole.
È questa la frase che continuo a ripetermi a mano a mano che questo lavoro prende sempre più spazio nella mia vita. Perché se c'è una cosa sicura che ho capito dell'essere un Autore Indipendente, è l'importanza di avere - appena possibile - delle figure professionali che affianchino il proprio lavoro e lo rendano migliore. Un po' come avviene nell'editoria tradizionale, ma con più libertà di scelta.
Così non posso non ringraziare Isabella Leoni (lo so, cara, ormai sono il tuo tormento!) per questa bellissima copertina. Credo che sia davvero un passo in avanti nel nostro percorso grafico insieme.
A me dà diverse sensazioni e tutte corrispondono allo spirito del libro. Ma sono curiosa di conoscere anche le vostre.
E poi. E poi non posso non ringraziare Deborah Belford de Furia per la sua traduzione, che ha cercato di rispettare lo stile che il libro aveva in italiano. (Non ricevere più le mie mail con annotazioni, dubbi e richieste varie sarà di sicuro una liberazione per te, cara Debbie, ma alla fine credo che abbiamo fatto davvero un buon lavoro.)
Non siamo isole. 
E questo mi sembra davvero il più importante punto di arrivo della mia attività di scrittrice negli ultimi mesi. Ho un 'gruppo di lavoro'! Persone che interagiscono con me mettendo in gioco la loro professionalità e creatività per costruire un libro che potrà poi piacere a qualcuno e non piacere ad altri - come sempre avviene - ma che comunque sarà il frutto di un attento lavoro di scrittura, revisione, editing, correzione bozze, impaginazione, traduzione, graphic design... ecc.
Di questo gruppo fanno parte anche Alessandro e Susanne, che si stanno occupando della traduzione del mio secondo libro. Ma  questa è già un'altra storia. Perché anche loro meritano un post a parte e ringraziamenti speciali.

Come mai finisco sempre per uccidere i mariti altrui?

Per trovare la risposta a questa domanda semi-seria e per riflettere insieme sulla creazione dei protagonisti delle nostre storie, non dovete far altro che leggere il mio guest-post gentilmente ospitato su Anakina.blog di Rita Carla Francesca Monticelli.

Come mai finisco sempre per uccidere i mariti altrui?

Un ringraziamento alla mia collega scrittrice per aver fatto gli onori di casa con il mio post e a voi che spero sarete abbastanza curiosi da leggerlo.