Grazie al cielo sono un autore indipendente. Ma, per favore, posso avere un po' di tempo per scrivere, per favore?

Lo so che a qualcuno questa mia richiesta potrebbe apparire alquanto strana. Faccio la scrittrice, quindi niente dovrebbe essere per me più scontato dell'utilizzare il mio tempo per scrivere.
Ma niente illusioni. Come in un'infinità di altri casi, anche in questo non è tutto così semplice come sembra. Perché sì, sono una scrittrice, ma una scrittrice indipendente. E questo, dal punto di vista del tempo da dedicare alla scrittura, fa una gran bella differenza.

Uno scrittore indipendente, infatti, non deve solo scrivere (che sarebbe poi la parte più piacevole del suo lavoro) ma, direttamente o con l'aiuto di qualcun altro, deve occuparsi di tutta un'altra serie di questioni non da poco. Impaginare il libro e l'ebook (due cose ben diverse), pensare alle copertine (importantissime!!) e a un bel titolo accattivante, compilare sinossi, riassunti, quarte di copertina e quant'altro racconti il contenuto del libro... e poi fare l'upload dell'ebook sulle diverse piattaforme, che figurarsi se richiedono tutte le stesse caratteristiche di formattazione...

Finito qui? No, non credo proprio. Sarebbe fin troppo facile.
Se sei un autore indipendente, man mano che vai avanti nel tuo lavoro, devi scegliere i tuoi collaboratori (per far apparire il tuo libro professionale è ormai quasi indispensabile), seguire l'eventuale traduzione, fare anche dei conti ogni tanto, perché questi benedetti conti tornino!

Ancora. Se sei un autore indipendente e vuoi che qualcuno sappia che il tuo libro esiste (con i tuoi scarsi mezzi, che non hanno niente a che vedere con quelli che consentono la visibilità a un autore tradizionale) devi focalizzare la tua attenzione sulle strategie di vendita (ma davvero devo farlo io?!, mi chiedo ogni volta) e, sì, DEVI saper usare i social networks! E non importa se puoi trovare anche piacevole questa socializzazione e scoprire inaspettatamente begli amici, perché qualche volta trovare il tempo per tutto è davvero una complicata operazione di equilibrismo.
Perché ci sono Facebook e Twitter, ma anche Anobii e Goodreads... E Pinterest che ti ha fatto di male? Per non parlare del blog. Posssibile che la tua mente creativa non riesca a produrre con un po' più di frequenza post che tutto il mondo consideri 'imperdibili'?

Ma nel frattempo devi decidere quale sia il prezzo giusto per il tuo libro e magari  riflettere su strategie di marketing che ti sono incomprensibili. Perché, non c'è niente da fare, per quanto farai del tuo meglio, i successi e gli insuccessi saranno sempre una sorpresa rispetto a quanto pensavi o ti aspettavi.
E controllare i report delle vendite potrà essere una festa, una perplessità o una delusione.

Sono settimane che seguo la traduzione dei miei due libri, scrivo mail in inglese che non so mai se il mio interlocutore capirà, penso alle nuove copertine e ai nuovi titoli, immagino il sito in inglese che ancora non è pronto, cerco di capire come funziona Goodreads o come mai potrò caricare su Anobii le centinaia di libri che sono nella mia libreria. Io, che sono poco fotogenica, vado 'raccattando' foto ovunque, perché non è possibile immaginare di essere per i tuoi lettori solo un quadratino a testa d'uovo o una sagoma senza volto.
È la parte più importante e più bella del nostro lavoro, il rapporto diretto con i nostri lettori. La più gratificante, anche. Perché se nell'editoria tradizionale è il lettore a cercare il libro, nel mondo del self-publishing è più vera l'affermazione contraria, e cioé che il libro deve cercare i suoi lettori.

Non ho ancora una copertina per il mio secondo libro tradotto, né un titolo che mi soddisfi.
In questo lavoro in eterna evoluzione, ho anche deciso di ripensare alla linea grafica delle mie copertine italiane e - per quanto io sappia di essere negata per il marketing - sto cercando di organizzare qualcosa di carino per il Book Launch dei miei libri tradotti.

Questo sfogo è uno sguardo ironico sulle mie giornate, non una lamentela. Questa è la strada che ho scelto, mi piace, ed è quanto di più vicino a quello che io sono.
Ma la domanda da cui siamo partiti, che sembrava tanto scontata, a questo punto è inevitabile:
Posso avere un po' di tempo anche per scrivere, per favore?

Ho iniziato il mio terzo libro subito dopo l'estate, ho tutta la storia in testa (e non mi sembra vero), che non chiede altro che di essere scritta. Ho anche già buttato giù qualche capitolo. E poi? E poi, da ormai diverse settimane, nient'altro. Niente scrittura di nuovi capitoli, perché non c'è tempo.

E allora la mia Nora Cooper batte il piedino nervosa. Lei non ha tanta voglia di aspettare, né le fa troppo piacere essere messa da parte. Così alla fine ho dovuto farci una chiaccherata 'vis a vis'.
Se vogliamo continuare a concederci questo grande lusso di vivere facendo quello che ci piace fare, cara Nora, dobbiamo impegnarci anche in quest'infinità di attività collaterali che ogni tanto ci mettono in crisi e ci fanno chiedere se siamo davvero all'altezza. 
E poi, per concludere, un piccolo 'contentino': Ancora due o tre settimane, cara Nora, e poi staremo tutti i giorni insieme, almeno un po' di ore al giorno - spero - Tutte quelle che la famiglia, l'organizzazione della casa, la scuola di mio figlio, i miei gatti, il giardino, i social networks, i post, il marketing e quant'altro ci permetteranno!