Streghe e fatine

Tra streghe o fatine, voi cosa scegliereste di essere?
L'interrogativo mi si è appena riproposto per un dibattito giocoso legato a due post sul blog di Manuela Paric': la mia intervista, qualche settimana fa, http://fiumegiallo.blogspot.it/2013/05/blog-tour-giulia-beyman.html e quella della mia collega Martina Munzittu http://fiumegiallo.blogspot.it/p/blog-tour.html#martina.
Lei ci ha guadagnato un bel gelato misto creme e io un caffè all'arsenico.
E allora l'interrogativo è tornato: meglio streghe o fatine?
Martina è decisamente una fatina. È così che l'ho soprannominata, perché diverse volte mi ha dato aiuto e supporto nel lavoro. E scrive 'romanzi rosa' anche se con un twist di mistero. Scrive d'amore. Più fatina di così.
E io? Io al fatidico interrogativo oggi risponderei in modo deciso: strega for ever, senza ombra di dubbio!
(Manuela, mi dispiace per te, ma ho il sospetto che anche tu sia un po' strega con i casi che fai risolvere al tuo signor Mocha)
Ho vestito i panni di fatina per lungo tempo e comincia a stancarmi l'enorme sforzo di perfezione che richiede un ruolo tanto impegnativo. Sono stata una brava bambina da quando ricordo e non ho mai fatto memorabili 'marachelle' da che ho memoria.
Così con soddisfazione oggi faccio il tifo per le streghe!
Adoravo Samantha di 'Vita da strega' e ricordo con piacere 'Le streghe di Eastwick' che bistrattavano il povero Jack Nicholson.
Ho amato molto le streghe che popolano "La lettrice bugiarda", il primo romanzo di Brunonia Barry, e ripeto spesso anch'io, come la sua Eva, che "Il caso non esiste".
(D'altra parte Brunonia vive a Salem. Chi meglio di lei per parlare di streghe?)
Ho amato le sue lettrici di pizzo e le sue donne dai cappelli rossi e i vestiti viola. 
E ho amato le "Donne che corrono con i lupi" di Clarissa Pinkola Estés (lo so, sono passati diversi anni da quando è stato pubblicato!), che per la loro capacità di ascoltare il cuore e di seguire l'istinto sono streghe anche loro.
In nuce un po' streghe lo siamo tutte. Ma ci ricordiamo di esserlo? Diamo spazio alle nostre percezioni, incuranti delle aspettative altrui? Diamo spazio alle nostre emozioni e alle nostre piccole follie?
Dopo anni di sforzi inutili per essere una brava fatina, lo ammetto, da qualche mese ho ripreso a studiare da strega.
Molto banalmente, vorrei essere un po' più strega quando chiedo informazioni a un dottore che non empatizza con il malato che dovrebbe curare.
Vorrei essere più strega quando un cafone mi manda a quel paese solo perché, in macchina, rispetto uno stop. 
Vorrei essere più strega quando la cortesia e l'educazione vengono scambiate per debolezza. 
Vorrei essere più strega con gli stupidi e con i 'furbetti' di turno. 
L'ho deciso: voglio essere più strega quando qualcuno mi pesta i piedi e continua a rimanerci sopra, nonostante io gli abbia fatto notare che mi sta facendo male.
E magari, liberando i miei poteri da strega, riuscirò a comprendere meglio la confusa trama dell'esistenza.