#Ebook #Bestseller #Amazon #2014

La notizia è di quelle che rallegrano questa fine d'anno e mi riempiono di emozione.
Il mio ebook “Prima di dire addio” è risultato al primo posto tra gli ebook più venduti da Amazon in Italia nel 2014.
La compagnia e il calibro degli scrittori che ho accanto nella classifica mi intimidisce e mi fa sentire come capitata per caso in uno dei party più esclusivi dell'anno.

Questo non toglie che io sia felicissima e che ne tragga grandissimi stimoli per il mio lavoro.
I più curiosi possono scoprire in questo articolo tutta la top ten degli ebook più scaricati su Kindle, con nomi come quelli di Ken Follet, Donna Tartt, Andrea Camilleri, John Grisham.
 (So già che questa classifica me la ricorderò per molto tempo...)
Non posso non ringraziare tutti i lettori e tutti gli amici di Nora che hanno reso possibile questo importantissimo traguardo.

   Grazie infinite,
            Giulia


Christmas Giveaway

Non conosco nessuno che non ami i regali. Anche io adoro riceverne, e scartare pacchetti mi rende felice.
Per amore di sincerità ho persino smesso di esclamare “ma no, non dovevi!” quando qualcuno mi fa una sorpresa.
 

















Ma mi piace anche farli i regali. Sto già preparando i miei pensierini natalizi per gli amici e per la mia famiglia. E quando ho iniziato, ho pensato che mi avrebbe fatto piacere poter regalare qualcosa di simbolico anche ai lettori che hanno reso questo anno così speciale per i miei libri.

Impossibile farlo per tutti. Ma questi sono i regali che ho scelto per il nostro piccolo giveaway prenatalizio.
Un modo per cominciare da qualche parte.

- 1 mousepad con la copertina di “Prima di dire addio”
- 1 mousepad con la copertina di “Luce dei miei occhi”
- 1 mousepad con la copertina de “La bambina con il vestito blu”
- 1 copia firmata del mio libro “Prima di dire addio”(se già lo avete, potete regalarlo)
- 1 copia firmata del mio libro “Luce dei miei occhi” (idem come sopra)
(mi spiace solo che non siano ancora pronti il libro de “La bambina con il vestito blu” e le nuove copertine per il restyling 2015 di tutti i libri... Sarà per un'altra volta)

Cosa fare per vincere?
Condividere il giveaway a tutto spiano (solo se vi va), cliccare Mi Piace sulla mia PAGINA FACEBOOK (se già non lo avete fatto) e comunque (questo dovete proprio farlo) scrivere nei commenti del mio post su Facebook cosa vi piacerebbe ricevere tra questi premi, così che io possa mettervi in elenco per l'estrazione.

Per tutto questo c'è tempo fino al 16 dicembre.
A quel punto inserirò tutti i nominativi nel sito Random.org - un'estrazione per ogni premio - e vi comunicherò, qui sul blog e su Facebook, il nome dei vincitori, che dovranno scrivermi il loro indirizzo via messaggio privato per ricevere a casa il loro regalo.

Per quanto impossibile farvi vincere tutti, questo giveaway è il mio modo per dirvi che ho pensato a voi, che vi ringrazio infinitamente e che ci tenevo ad augurarvi Buon Natale.

     ciao,
          Giulia 

p.s. Dimenticavo... Se volete essere aggiornati su nuove pubblicazioni, giveaway, offerte e altro, potete iscrivervi alla mia mailing list. (nella colonna qui accanto, in alto a sinistra)





Un anno in classifica!

Oggi il mio “Prima di dire addio” festeggia i suoi primi 365 giorni nella Top 100 di Amazon.
Orgogliosa e felice, ringrazio tutti i lettori che lo hanno reso possibile!

#Gratitudine #BestSeller #Ebook





















La bambina con il vestito blu

E finalmente ci siamo.
Tra euforia, commozione e qualche timore, “La bambina con il vestito blu”, terza avventura di Nora Cooper, sarà online su Amazon dal 18 ottobre.

Per motivi personali sono molto legata a questa copertina, quindi spero che mi porterà fortuna.

Non posso non ringraziare tutti i lettori che amano la mia Nora e che hanno fatto dei primi due libri della serie due Bestseller Amazon.

Spero che questa nuova storia vi piaccia e che le vicende di Kelly Scott - artista famosa per le sue sculture in rame, costretta ad affrontare, con il suo ritorno a Martha's Vineyard, un nodo tragico della sua esistenza - vi facciano emozionare.

Come sempre, non basta un timoniere per far arrivare in porto la nave. Quindi, senza poterle nominare tutte, ringrazio di cuore le persone che in modi diversi mi sono state accanto e mi hanno aiutato durante il tragitto.

Un grazie alla mia amica di sempre, Isabella Leoni, per la fantastica copertina e al mio collega, Germano Dalcielo, per aver stanato ogni possibile 'svista'.
Un enorme grazie a mio marito e a mio figlio per aver sopportato le mie 'defezioni' delle ultime settimane.

              
          Ora sono pronta per iniziare una nuova storia.

                                 Buona lettura e buona vita
                                               Giulia





Romanzi di suspense e molteplicità dei Punti di Vista

Amo i libri gialli. Ma, nello specifico, i miei preferiti sono i romanzi di suspense: una storia, un mistero da scoprire e la tensione per qualcosa di minaccioso che sta per accadere.
Yves Reuter nel suo manuale “Il romanzo poliziesco” sottolinea che le caratteristiche principali di questo tipo di racconto sono tre:
- un pericolo virtuale minaccia un personaggio con cui ci identifichiamo;
- il pericolo è prossimo nel tempo e ben presto diviene noto;
- il lettore ne sa più di tutti gli altri personaggi.

Sull'ultimo punto Reuter scrive ancora: “Molto spesso nei romanzi di suspense il narratore, non rappresentato nel testo, è onnisciente: conosce i pensieri e i sentimenti di tutti i personaggi, può passare senza alcun limite da un luogo o da un momento all'altro.” Così, “l'elemento che più di altri caratterizza questi romanzi è il continuo cambiamento di prospettiva, che è la causa della forma frammentaria che hanno certi testi fatti di molti capitoli brevi”.

Così, mentre nella maggior parte delle storie ciò che rende credibile il racconto è l'unitarietà del Punto di Vista, e cioè della prospettiva dalla quale la storia viene raccontata, nei romanzi di suspense questa prospettiva si frammenta. Nella maggior parte dei capitoli il Punto di Vista sarà quello del protagonista (il lettore deve amarlo, identificarsi nei suoi sentimenti e temere per lui!!), ma in altri l'autore potrà inserire nuove angolazioni attraverso cui guardare la storia e suggerire nuove informazioni aumentando la suspense per il pericolo incombente.

Mi piace che i diversi Punti di Vista dei vari personaggi si intreccino e alternino, e che il lettore possa così conoscere prima del protagonista il pericolo che lo minaccia. Uso anch'io questo tipo di costruzione nei miei romanzi.
In fondo è questa la suspense. Sapere che qualcosa di terribile sta per accadere ed essere in apprensione per il nostro protagonista.


Perfetta la definizione che Alfred Hitchcock dà della suspense nella famosa intervista che Francois Truffault gli ha fatto: "La differenza tra suspence e sorpresa è molto semplice e ne parlo spesso (...) Noi stiamo parlando, c'è forse una bomba sotto questo tavolo e la nostra conversazione è molto normale, non accade niente di speciale e tutt'a un tratto: boom, l'esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena del tutto normale, priva d'interesse. Ora veniamo alla suspence. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l'anarchico mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all'una e sa che è l'una meno un quarto - c'è un orologio nella stanza - : la stessa conversazione insignificante diventa tutt'a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: 'Non dovreste parlare di cose banali, c'è una bomba sotto il tavolo che sta per esplodere da un momento all'altro'. Nel primo caso abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa al momento dell'esplosione. Nel secondo gli offriamo quindici minuti di suspence".

Non mi sembra ci siano molti romanzi di suspense con questa struttura - caratterizzata dalla molteplicità dei punti di vista - nella narrativa italiana. Ma forse sono io a non conoscerli.

Ho letto e leggo tutti i libri di Mary Higgins Clark, che credo sia una tra le migliori rappresentanti del romanzo di suspense. Ma per quanto la Higgins Clark sia un ottimo riferimento per chi voglia cimentarsi con questo genere, alcuni degli ultimissimi libri che ha scritto mi hanno messo in guardia su uno dei più grandi pericoli di questo tipo di struttura (e mi perdoni la “regina della suspense”...).
Troppi punti di vista, troppi personaggi in primo piano, possono generare distacco nel lettore. Se la macchina è e rimane solo una macchina, se i personaggi - cioè - sono solo uno strumento del plot, il rischio che il lettore non venga coinvolto emotivamente nella storia è molto forte.

Ho già detto altrove quanto consideri importanti i protagonisti delle storie (Protagonisti & Co.). Perciò, nonostante l'adozione di differenti Punti di Vista credo che questo tipo di struttura non debba dimenticare mai l'importanza di un personaggio principale forte, che convogli a sé tutte le emozioni del lettore. Accanto a lui possono esserci co-protagonisti, mentori, personaggi-ombra... Altri - ma non troppo numerosi - comprimari a cui siano legati importanti snodi della trama. Ma l'equilibrio va dosato con cura.

Chiunque scriva sa che non ci si può mai sedere sugli allori. Si sperimenta e si studia, in continuazione. Ma è solo dagli errori, nostri o degli altri, che possiamo imparare e riaggiustare il tiro.

Con l'augurio che ci sia sempre un buon libro ad attendervi sul comodino

         Ciao
            Giulia

Finalmente avrò il tempo di leggere quanto voglio... Forse.

Non c'è niente che mi piaccia di più, nei preparativi per le vacanze, di quell'irragionevole accumulare libri che non basterebbero un paio d'anni di dolce far niente a darmi il tempo di leggere.
Ma non è questo uno dei privilegi dell'estate? Sperare ardentemente - e illudersi - di riuscire a fare tutto quello che nei freddi e indaffaratissimi mesi invernali si è costretti a trascurare.
“Avrò più tempo” mi dico, dando a quest'espressione un'assoluta assenza di limiti e di razionalità.“Potrò passare ore a leggere senza che niente e nessuno distolga la mia attenzione” mento spudoratamente a me stessa.
Ottimismo. Ingordigia. Passione.
Ma qualsiasi sia il sentimento che guida i miei acquisti libreschi, anche quest'anno non ho fatto molto per trattenermi (mi consola considerarlo una specie di contrappasso in un paese in cui sembrano esserci più scrittori che lettori). 
Ecco qui un po' di titoli che ho accumulato compulsivamente in ebook o in cartaceo e che dimostrano quanto siano onnivori i miei gusti di lettura (confesso, detesto un certo tipo di snobismo culturale...).

Partendo dalla fine, ho appena comprato “Il giorno dei morti" di Maurizio de Giovanni.
Non solo perché amo i gialli ma anche perché mi affascina un aspetto soprannaturale che in modo molto diverso anch'io uso nella serie dedicata a Nora Cooper. Il protagonista di De Giovanni, a quanto so, ha il dono di poter 'ascoltare' le ultime parole dei morti di morte violenta. E sono curiosa di vedere come l'autore usa questo bellissimo 'escamotage' narrativo.
Mi hanno parlato un gran bene di De Giovanni, che finora non avevo mai letto. Così mi appresto, quest'estate, a fare la sua conoscenza.

Sul mio comodino, in rampa di lancio, c'è poi “I misteri della donna” di Esther Harding, (sottotitolo: Un'interpretazione psicologica del principio femminile come è raffigurato nella storia e nei sogni). Arrivato fresco fresco.
L'autrice è stata allieva diretta di Jung e il tema è più che interessante. Potrebbe essere una lettura un po' ostica, ma le mie motivazioni sono forti. E su quelle farò affidamento.

Tra le new entry nella mia libreria c'è poi “L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza. L'ho iniziato un paio di settimane fa e sono quasi alla fine.
Magnifico! Un libro che, con una prospettiva del tutto diversa, mi sembra di poter mettere accanto a “La storia” della Morante. La vitalità di Modesta, la protagonista, mi ha travolta.
E poi ci sono i tantissimi ebook accumulati sul mio Kindle in vista dell'estate (lo ammetto, sto diventando una 'addicted' del 'Compra con un click'). Primi tra tutti, i romanzi brevi delle mie colleghe di avventura nella nuova collana YouFeel di Rizzoli. Romance a gogò, quindi.

Ma nel mio Kindle ho pronti anche “Il sentiero dei profumi” di Cristina Caboni, “Storia d'inverno” di Mark Helprin e il “Cutting right to the Chase” di Stefania Mattana che - ho deciso - sarà il primo libro che riuscirò a leggere dalla prima all'ultima riga in inglese.

Last but not least, per la gioia dei miei uomini (mio marito e mio figlio) porterò con me sul Kindle il nuovissimo libro di cucina della mia amica e collega Martina Munzittu, interamente dedicato al Tiramisù e alle sue infinite varianti: “Tiramisù recipes from Italian friends and family”. Ho contribuito con la ricetta della versione classica di questo delizioso dolce, ma sono impaziente di imparare a fare tutte le altre.

Propositi ambiziosi, lo so. Ma - come banalmente si dice - l'importante è provarci.

E i vostri propositi di lettura per l'estate?



Il cielo era pieno di stelle

Potrei definirlo uno 'strappo alla regola', rispetto al mio genere abituale, il mystery, che contempla sempre sullo sfondo storie d'amore (come fare senza?) ma anche - e soprattutto - qualche omicidio qua e là.

Perché “Il cielo era pieno di stelle” è sì una storia di donne, di sorelle, di scelte difficili, di realizzazione, ma la parte del leone la fa l'amore. Un 'rosa' o 'romance' che dir si voglia, quindi, parlando per generi.
Ma mi sono divertita così tanto a scriverlo che ho già la vaga sensazione che non rimarrà il solo.

Insieme agli ebook di altre bravissime colleghe, “Il cielo era pieno di stelle” fa parte della nuovissima collana rosa digital “You Feel” appena messa online da Rizzoli.

Che dire? Sono felicissima di far parte di questa squadra e di questo progetto con una casa editrice tanto prestigiosa e con bravissime compagne (e compagni) di viaggio.

Ho messo da  parte la mia Nora solo per pochissimo (in realtà anche la sua nuova storia è quasi pronta!) e rivisitando in modo del tutto personale “Piccole Donne” mi sono dedicata alle sorelle De Feo, seguendole da Londra e da New York fino ai meravigliosi paesaggi del Salento.

Spero che quelli di voi che amano il genere romance, mi seguiranno anche in questo nuovo progetto.
Un grande in bocca al lupo,  quindi, a me e alle mie colleghe. E ad Alessandra Bazardi un grazie per avermi coinvolta in questa bellissima avventura.

    Buona lettura!
        Giulia

Storie e Protagonisti. “What if...?”

Per come la vedo io, non c'è storia capace di catturare un lettore che non sia, soprattutto, la storia di un personaggio. Difficile appassionarsi a un plot complesso e avvincente se non sei preso dal suo protagonista, se non fremi per e con lui, se non ti chiedi quale sarà il suo destino...
Leggo perché voglio sapere cosa succederà al personaggio a cui mi sono affezionata e  scrivo per lo stesso motivo.
Vivere centinaia di esistenze oltre alla propria. Non hanno un potere enorme i libri?


Quello che mi riesce più facile è immaginare protagoniste donne e, perché la storia abbia un'evoluzione, ho bisogno di pensarle in un momento di grande squilibrio emotivo. In realtà è dai grandi squilibri che nascono le storie migliori.

In “Prima di dire addio” Nora Cooper, la protagonista della mia serie,  ha da poco perso il marito, al quale aveva affidato le redini della loro vita insieme in cambio della sensazione di sentirsi sicura e protetta. Così si ritrova sola e smarrita ad affrontare qualcosa di cui fatica a decifrare i contorni. Ma la minaccia che la tormenta la spingerà a prendere in mano la sua esistenza e a scoprire una forza e una determinazione che non credeva di avere.
Susan Bley, co-protagonista di Nora in “Luce dei miei occhi”, è una donna in carriera, la cui vita viene travolta da un grave incidente automobilistico che la priva della vista. Niente sarebbe più facile, nel buio che all'improvviso avvolge tutto, che lasciarsi andare, rassegnarsi a un'esistenza vissuta a metà... Ma il rapimento di sua figlia, di appena nove anni, e il bisogno di ritrovarla prima che venga uccisa, costringe Susan a ripescare dentro di sé energie inaspettate.
Kelly Scott, anche lei co-protagonista di Nora nel terzo libro che sto finendo di scrivere, ha un passato ingombrante e doloroso che condiziona pesantemente il suo presente. E dovrà tornare a fare i conti proprio con quel passato per liberarsi dai suoi incubi di bambina ed essere finalmente una donna serena.

Non c'è momento di difficoltà che non riveli, prima o poi, un significato. Ne sono convinta. Non esiste morte senza rinascita.
E così accade anche a Nora, a Susan, e ora a Kelly.
Essere immersi in una condizione scomoda, dolorosa, con l'acqua che già ci arriva alla gola, fuori da ogni possibile comfort zone, per scoprire nuove strade e nuove risorse, che sono già dentro di noi, ma che ancora non abbiamo avuto l'opportunità di scoprire.
Insomma: what if...?
Cosa succederebbe se...?
Mettere il nostro protagonista - e noi stessi - davanti a una sfida che ci costringa ad acquisire nuove consapevolezze.

Questo percorso di cambiamento, questo 'viaggio' interiore, nelle sceneggiature viene chiamato "arco di trasformazione del personaggio". Inutile dire che per tratteggiarlo al meglio, qualche conoscenza psicologica aiuta.
A chi, per lavoro o per piacere, sia interessato ad approfondire l'argomento consiglio di leggere Il viaggio dell'eroe di Chris Vogler, L'eroe dentro di noi di Carol Pearson o L'eroe dai mille volti di Joseph Campbel.



          Ciao
               Giulia  


Il mio colloquio con gli insegnanti di mio figlio e le 'body percussion'

Come ho già fatto io prima di voi, leggendo il titolo di questo post molti si staranno chiedendo cosa diavolo “c'azzecano” le body percussion con il colloquio con gli insegnanti di mio figlio.
Ma non fatevi portare fuori strada dagli abbinamenti inconsueti. È proprio dove un elemento insolito scardina il normale andamento delle cose che arriva il meglio.
Credetemi.
Ma cominciamo dall'inizio.
Chiunque segua anche sporadicamente questo blog, sa che quest'anno - dal punto di vista scolastico - è stato per noi un anno di grandi cambiamenti.
Ho iscritto mio figlio a una scuola steineriana e - a parte l'enooooorme sacrificio di accompagnarlo e riprenderlo in una zona di Roma molto distante da quella in cui abitiamo - non rimpiango nemmeno per un attimo questa scelta che anzi, per motivi pratici, ho rimandato troppo a lungo.
Ho già detto altrove in modo generico di questo cambiamento (se vi va, questo è il post).
Ma oggi vorrei raccontarvi dell'ultimo incontro organizzato con gli insegnanti, per parlare della classe e dei programmi.
Lo so, fin qui niente di nuovo. Si fa in tutte le scuole. E con lo stesso spirito degli altri anni mi sono preparata per questo appuntamento di routine.
A questo punto immaginate: un nutrito gruppetto di genitori in attesa, seduti nei banchetti di legno dei nostri figli. Arrivo degli insegnanti e comunicazione: “Bene. Si comincia con musica”.
Nel vero senso della parola, ho capito dopo.
Il nostro carissimo maestro Andrea senza una parola attacca dei cartoncini sulla lavagna (e questo già ha cominciato a insospettirmi). Nei cartoncini sono disegnati dei piedi, dei pantaloni, una camicia, delle mani...
“Allora. Tanto per cominciare, un po' di body percussion, per conoscere il lavoro che i vostri figli stanno facendo con me” ci spiega poi.
I genitori si alzano tutti in piedi (e per un attimo, lo ammetto, ho studiato se ci fosse qualche possibile via di fuga. Ma niente da fare).
A questo punto il maestro ci spiega che i disegni indicano dove battere le mani: tra di loro, sulle cosce (pantaloni), sul petto (camicia). Nei cartoncini sono disegnate anche un paio di scarpe: lì vuol dire che dobbiamo battere i piedi. Un segnale di divieto indica la pausa.
Si comincia.
Il maestro ci dà il ritmo e noi non ce la caviamo neppure male, così ci divide in due gruppi, con ritmi sfalsati. Poi più difficile ancora: eseguire gli stessi ritmi al contrario. E più velocemente.
Siamo così bravi che - prima dell'esposizione del programma e delle informazioni sull'andamento della classe da parte degli altri insegnanti - il maestro ci propone di cantare insieme il ritornello di una canzone africana. Ci accompagna lui con un dulcimer, un antico strumento medioevale, che guarda caso ha con sè.
In confronto la poesia di Goethe per la lezione di tedesco, i calzini che devono finire di fare a maglia o l'Africa studiata al posto dell'Europa, per accompagnare il lavoro di musica, sono percorsi quasi prevedibili (ma perfetti!).
Mi sono scoperta a sorridere tra me, immaginando che a questa riunione ci si potesse essere trovato mio marito. Ma forse anche lui, come me, dopo il primo momento di disorientamento si sarebbe divertito.
Perché ho raccontato tutto questo?
Perché ho pensato che è bello che ci sia qualcuno che si occupi ancora con amore e un pizzico di originalità dell'insegnamento dei nostri figli. Di più. È bello che ogni tanto qualcuno ci costringa ad uscire dalla nostra comfort zone per essere noi stessi ancora un po' bambini, o almeno qualcosa di diverso da quello che sempre siamo.

È una specie di esercizio. E tutti noi dovremmo allenarci a farlo più spesso, per scoprire che a volte fuori dalla nostra comfort zone diamo il meglio di noi.

E voi? Quale è stata l'ultima volta in cui siete stati costretti ad uscire dalla vostra comfort zone?

      Ciao
          Giulia