Storie e Protagonisti. “What if...?”

Per come la vedo io, non c'è storia capace di catturare un lettore che non sia, soprattutto, la storia di un personaggio. Difficile appassionarsi a un plot complesso e avvincente se non sei preso dal suo protagonista, se non fremi per e con lui, se non ti chiedi quale sarà il suo destino...
Leggo perché voglio sapere cosa succederà al personaggio a cui mi sono affezionata e  scrivo per lo stesso motivo.
Vivere centinaia di esistenze oltre alla propria. Non hanno un potere enorme i libri?


Quello che mi riesce più facile è immaginare protagoniste donne e, perché la storia abbia un'evoluzione, ho bisogno di pensarle in un momento di grande squilibrio emotivo. In realtà è dai grandi squilibri che nascono le storie migliori.

In “Prima di dire addio” Nora Cooper, la protagonista della mia serie,  ha da poco perso il marito, al quale aveva affidato le redini della loro vita insieme in cambio della sensazione di sentirsi sicura e protetta. Così si ritrova sola e smarrita ad affrontare qualcosa di cui fatica a decifrare i contorni. Ma la minaccia che la tormenta la spingerà a prendere in mano la sua esistenza e a scoprire una forza e una determinazione che non credeva di avere.
Susan Bley, co-protagonista di Nora in “Luce dei miei occhi”, è una donna in carriera, la cui vita viene travolta da un grave incidente automobilistico che la priva della vista. Niente sarebbe più facile, nel buio che all'improvviso avvolge tutto, che lasciarsi andare, rassegnarsi a un'esistenza vissuta a metà... Ma il rapimento di sua figlia, di appena nove anni, e il bisogno di ritrovarla prima che venga uccisa, costringe Susan a ripescare dentro di sé energie inaspettate.
Kelly Scott, anche lei co-protagonista di Nora nel terzo libro che sto finendo di scrivere, ha un passato ingombrante e doloroso che condiziona pesantemente il suo presente. E dovrà tornare a fare i conti proprio con quel passato per liberarsi dai suoi incubi di bambina ed essere finalmente una donna serena.

Non c'è momento di difficoltà che non riveli, prima o poi, un significato. Ne sono convinta. Non esiste morte senza rinascita.
E così accade anche a Nora, a Susan, e ora a Kelly.
Essere immersi in una condizione scomoda, dolorosa, con l'acqua che già ci arriva alla gola, fuori da ogni possibile comfort zone, per scoprire nuove strade e nuove risorse, che sono già dentro di noi, ma che ancora non abbiamo avuto l'opportunità di scoprire.
Insomma: what if...?
Cosa succederebbe se...?
Mettere il nostro protagonista - e noi stessi - davanti a una sfida che ci costringa ad acquisire nuove consapevolezze.

Questo percorso di cambiamento, questo 'viaggio' interiore, nelle sceneggiature viene chiamato "arco di trasformazione del personaggio". Inutile dire che per tratteggiarlo al meglio, qualche conoscenza psicologica aiuta.
A chi, per lavoro o per piacere, sia interessato ad approfondire l'argomento consiglio di leggere Il viaggio dell'eroe di Chris Vogler, L'eroe dentro di noi di Carol Pearson o L'eroe dai mille volti di Joseph Campbel.



          Ciao
               Giulia